Nazione: U.S.A.
Anno: 2011
Durata: 133'
Regia: Bennett Miller
Cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt
Produzione: Film Rites, Michael De Luca Productions, Scott Rudin Productions, Specialty Films (II)
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Data di uscita: 27 Gennaio 2012 (cinema)
Il film racconta come Billy Bean, il manager degli Oakland, una squadra di baseball, trovandosi privo giocatori, sia riuscito a trovare il successo impossibile spendendo una miseria e agendo, nelle compravendite dei nuovi membri, solo seguendo i risultati di un programma computerizzato di calcolo statistico e rifiutando totalmente le voci degli esperti consiglieri della società.
Non mi esaltano tantissimo i film dove si sa già che quello che ci verrà raccontato è un "dalle stelle alle stalle" dilungato in tempi biblici, per cui evito a pie' pari i film biografici come questo. Stavolta ho fatto un'eccezione perchè da poco mi sono affezionato al baseball e inoltre questo sarà quasi sicuramente un film candidato agli Oscar, quindi mi premeva togliermi il dente prima possibile. Non entro in merito al titolo italiano e nemmeno a quello che potrebbe essere il doppiaggio, ma già immagino che i termini del baseball magicamente verranno adattati al dizionario calcistico per andare incontro ai più ignoranti che sentendo parlare con parole domenicali si sentiranno più coinvolti una volta in sala. Provo azzardo le "battute valide" tradotte come "punto", gli "strike" denominati "gol" e la "Major League" chiamata "Serie A" (Tim, già che ci siamo!). Spero in una smentita e veniamo al film.
Come al suo tempo fu The social network, ovvero il film definito "di FaceBook", anche questo Moneyball o L'arte di vincere, dir si voglia, verrà sicuramente etichettato il film "di baseball" come se fosse una specie di L'uomo dei sogni parte seconda. Invece niente di tutto questo, come il forte del film di Fincher era avere FaceBook come pretesto per costruire un film e non parlare di FaceBook, così L'arte di vincere usa il baseball solo come base per sviluppare tutt'altre situazioni. Vedremo infatti pochissime immagini di azioni di gioco e, se non ricordo male, solo sequenze di repertorio o micro ricostruzioni che si vede un miglio essere fatte dentro una stanza e gonfiate al PC. Questo particolare, assolutamente non tralasciabile, permetterà a tutti di poter avere un approccio verso il film, visto che a nessuno sono richieste competenze specifiche in materia per poter capire le evoluzioni. La pellicola infatti punta a raccontare un azzardo, un evento rimasto nella storia per la sua incredibile riuscita. Non so se nel passato ci siano stati altri successi del genere, fatto sta che la storia presentata, è un capitolo di sport mondiale di difficile riuscita. Infatti, nell'assoluta disperazione, Billy Bean, per rimettere in sesto la sua squadra si è rivolto a un esperto di calcolo statistico. Tutti i giocatori sono stati codificati numericamente e tramite software ad hoc per il calcolo statistico, si sono trovati quelli che pur essendo di fascia secondaria o ignoti, in realtà avevano un altissimo potenziale. Poi ovviamente c'è anche da dire che Billy era anche uno "che ci sapeva fare" per cui certe trattative le portava avanti mischiando abilmente le carte ai diretti concorrenti per trarne vantaggi, ma nella maggior parte dei casi è stata questione di azzardo riuscito. I pratica è come se una squadra della serie A, per il calciomercato, andasse ad analizzare numericamente tutti i giocatori fino alle categorie più remote mettendo a confronto vari numeri come reti segnate, minuti giocati, valore monetario e classificasse i giocatori con dei rapporti risultanti dai valori presi in considerazione. Indubbiamente verrebbero fuori giocatori per esempio di serie D che hanno numeri potenziali maggiori di uno di Serie A super pagato. L'azzardo di Bean consisteva nel prendere tutti questi, quindi acquistabili con poco, e metterli assieme in una squadra, col pretesto che si creasse l'alchimia per vincere. Il resto lo potete immaginare, altrimenti non avrebbero fatto il film.
Come al suo tempo fu The social network, ovvero il film definito "di FaceBook", anche questo Moneyball o L'arte di vincere, dir si voglia, verrà sicuramente etichettato il film "di baseball" come se fosse una specie di L'uomo dei sogni parte seconda. Invece niente di tutto questo, come il forte del film di Fincher era avere FaceBook come pretesto per costruire un film e non parlare di FaceBook, così L'arte di vincere usa il baseball solo come base per sviluppare tutt'altre situazioni. Vedremo infatti pochissime immagini di azioni di gioco e, se non ricordo male, solo sequenze di repertorio o micro ricostruzioni che si vede un miglio essere fatte dentro una stanza e gonfiate al PC. Questo particolare, assolutamente non tralasciabile, permetterà a tutti di poter avere un approccio verso il film, visto che a nessuno sono richieste competenze specifiche in materia per poter capire le evoluzioni. La pellicola infatti punta a raccontare un azzardo, un evento rimasto nella storia per la sua incredibile riuscita. Non so se nel passato ci siano stati altri successi del genere, fatto sta che la storia presentata, è un capitolo di sport mondiale di difficile riuscita. Infatti, nell'assoluta disperazione, Billy Bean, per rimettere in sesto la sua squadra si è rivolto a un esperto di calcolo statistico. Tutti i giocatori sono stati codificati numericamente e tramite software ad hoc per il calcolo statistico, si sono trovati quelli che pur essendo di fascia secondaria o ignoti, in realtà avevano un altissimo potenziale. Poi ovviamente c'è anche da dire che Billy era anche uno "che ci sapeva fare" per cui certe trattative le portava avanti mischiando abilmente le carte ai diretti concorrenti per trarne vantaggi, ma nella maggior parte dei casi è stata questione di azzardo riuscito. I pratica è come se una squadra della serie A, per il calciomercato, andasse ad analizzare numericamente tutti i giocatori fino alle categorie più remote mettendo a confronto vari numeri come reti segnate, minuti giocati, valore monetario e classificasse i giocatori con dei rapporti risultanti dai valori presi in considerazione. Indubbiamente verrebbero fuori giocatori per esempio di serie D che hanno numeri potenziali maggiori di uno di Serie A super pagato. L'azzardo di Bean consisteva nel prendere tutti questi, quindi acquistabili con poco, e metterli assieme in una squadra, col pretesto che si creasse l'alchimia per vincere. Il resto lo potete immaginare, altrimenti non avrebbero fatto il film.
Non ci sono grosse note da fare alla regia e alla parte tecnica, ma è indubbio il fatto che Brad Pitt è immenso, in pratica è lui il film. Calato nella parte in modo perfetto e indubbiamente dotato di un potenziale recitativo che va oltre la sua stupida figura da sex symbol, copre ogni secondo di pellicola passando attraverso diverse situazioni e stati d'animo in modo convincente, come solo i grandi possono fare. Si merita l'Oscar. Altro appunto va fatto inoltre allo sceneggiatore, capace, come dicevo in principio, di tenere il baseball solo come input per poi creare un susseguirsi di vicende accessibili a tutti. Il film è abbastanza lungo, però, se devo dire la verità, non l'ho trovato per niente pesante e mi sento di poterlo consigliare a tutti.
Voto: 8

0 commenti:
Posta un commento