Titolo originale: J. Edgar
Nazione: U.S.A.
Anno: 2012
Durata: 137'
Regia: Clint Eastwood
Cast: Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Judi Dench, Damon Herriman
Produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 04 Gennaio 2012 (cinema)
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John Edgar Hoover è stato una delle persone più importanti della storia americana, militò nell'FBI per oltre 50 anni e vide avvicendarsi otto presidenti. Il suo modus operandi non aveva mezze misure, era abbastanza antipatico e in tutto richiedeva la perfezione. Introdusse la scienza nella trattazione dei casi irrisolti per poter agire con un metodo solido e obiettivo. Il film ci presenta un veloce excursus della sua vita attraverso quello che egli stesso raccontò nell'autobiografia... e non solo.
E' un film che ha la pretesa di raccontare oltre mezzo secolo in quasi due ore e trenta minuti, andando a trovare le risposte del comportamento pubblico di John Edgar, nelle indiscrezioni sulla sua vita privata. Quindi potete ben capire che, avendo basato la carriera sui segreti, tutto ciò che Clint Eastwood ci mostra del campo extra-lavorativo di Hoover, è ovviamente frutto di dicerie, leggende metropolitane e rumors che si coglievano qua e la, negli anni in cui in America, anche grazie a lui, c'era il bavaglio praticamente su tutto. Si parte dalla lotta al comunismo, per poi passare alla cattura di Dillinger, il Nemico pubblico (nel film di Michael Mann, Edgar veniva interpretato da Crudup), il rapimento Lindbergh (che lo consacrò), gli ambiti dossier sui potenti, cari a Nixon e il "cattivo" occhio di riguardo a Martin Luter King. In tutta questa frenetica attività pubblica portata avanti con arroganza e sfruttando ogni mezzo, anche se illegale, viene affiancata la sua vita privata, quasi come fosse il vero motore del suo agire. Ecco che vengono messi in risalto i tre pilastri della sua vita: la madre, la segretaria Helen e il fido braccio destro Clyde. La prima gli ha messo i paletti da sempre, guidandolo passo passo fino al decesso, condizionandolo nelle scelte e imponendogli anche decisioni fuori natura. Sicuramente un comportamento oppressivo al punto da rivelare, secondo il film (quindi niente di ufficiale), che la madre, fiutando la sua omosessualità, l'avrebbe preferito morto piuttosto che "mezzo uomo". La seconda, già proiettata all'idea di donna di carriera, dedita al lavoro piuttosto che alla famiglia, lo rifiutò in un'avance frettolosa, ma gli rimase sempre fedele raffigurando la valvola di sfogo per i segreti più profondi del lavoro di John. Il terzo, fu una persona talmente presente che fece appunto nascere il dubbio dell'omosessualità di Edgar. Nel film viene presentata come confusione tendente alla certezza. All'epoca sarebbe stato uno scandalo, soprattutto perchè si trattava praticamente dell'uomo più potente d'America, ma ripetiamo, sono solo presupposizioni e indiscrezioni che Eastwood ha voluto tirare in ballo, azzardando parecchio. Ammetto che fino a ieri non conoscevo praticamente niente del personaggio in questione e devo riconoscere che per una volta l'ignoranza premia perchè sicuramente mi ha permesso di seguire le vicende, non come una serie di elementi che si sarebbero dovuti trattare, da buon film biografico, ma come sorprese e "colpi di scena". Nel caso contrario avrei visto la pellicola molto passivamente, come leggendo un libro di storia a fumetti visto che non si presenta niente di eccezionale. Anzi, a tratti è pesante e a un certo punto si sente la necessità di leggere la parola "fine", tanto si allunga in situazioni scontate. Indubbiamente dal punto di vista tecnico non ci sono sbavature, Eastwood alla regia è una garanzia. Allo stesso modo Di Caprio, nonostante l'abbondante gomma che gli è stata appiccicata sul viso, nulla rispetto a quella di Hammer, che a momenti non riesciva nemmeno a chiudere la bocca e gli occhi. Ci troviamo sicuramente di fronte a un film di spessore, che mira ad alti risultati e denuncia situazioni praticamente attuali, nonostante siano ambientate a più di 50 anni di distanza. Tutti gli uomini di potere oggi, sono dei piccoli Wannabe Edgar. Tutto sommato, nonostante i tempi biblici della pellicola, l'impegno nel cercare un grande protagonista della storia americana e tutto il resto, non credo spunteranno Oscar di fascia primaria, anche se a dire la verità, la concorrenza non è proprio il massimo! Stiamo a vedere. In ogni caso, non è assolutamente un film per tutti. Astenersi i facilmente annoiabili.
Voto: 7+

Il trucco del braccio destro era veramente ignobile. Comunque pur non reputandolo un capolavoro al pari di altri lavori di Eastwood, io credo di averlo apprezzato maggiormente, soprattutto perché mi ha riconciliato con questo autore che amo, dopo le delusioni di Hereafter e soprattutto Invictus.
RispondiEliminaA me è piaciuto, se ti va puoi leggere la mia recensione sul blog!
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