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giovedì 10 marzo 2011

Un gelido inverno

Titolo originale: Winter's Bone
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Durata: 100'
Regia: Debra Granik
Cast: Jennifer Lawrence, John Hawkes, Ashlee Thompson, Valerie Richards, Kevin Breznahan, Dale Dickey, Shelley Waggener, Garret Dillahunt, William White, Lauren Sweetser, Tate Taylor
Produzione: Anonymous Content, Winter's Bone Productions
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 18 Febbraio 2011 (cinema)




Ree Dolly ha 17 anni e vive con la madre malamente depressa e i fratelli piccoli, quindi tutto è sulle sue spalle. Il padre è un criminale, viene arrestato e per pagarsi la cauzione ipoteca tutto quello che ha e sparisce dalla circolazione. Il problema è che se non si presenterà in tribunale, figli e moglie dovranno essere sfrattati. La ragazza prova a cercare il padre, ma viene a sapere che è morto quindi, riuscendolo a provare, potrebbe risolvere la questione e mantenere almeno la casa. Ree si rimboccherà le maniche e andrà di persona nelle case sperdute sull'altipiano dell'Ozark alla ricerca del padre e senza farsi troppi problemi, busserà nelle case per chiedere se qualcuno sa qualcosa, disturbando la quiete omertosa della zona e andando a complicarsi la sua stessa vita.

Di tutti i titoli candidati all'Oscar come miglior film, questo è quello che mi ha lasciato più indifferente e a tratti annoiato. E' sicuramente un film ben confezionato dove tutti gli attori sono impeccabili e la Lawrence tiene a bada tutta una serie di adulti diventando protagonista assoluta dello schermo. Però riferendomi al film, non mi ha dato quel qualcosa che mi potesse portare ad appoggiarlo per un Oscar. Molto probabilmente è perchè tra le righe aleggia un velo di "già visto" e forzature senza una precisa logica che portano a situazioni strane.
Capisco la quasi anarchia che si può trovare nelle regioni sperdute d'America (e non solo), ma alcuni passaggi mi sono sembrati un attimino forzati tanto per creare trama e stupore.
Il finale risulta sicuramente agghiacciante e fa riprendere un po' di punti persi sui passaggi classici della figlia forte, che ha dovuto bruciare forzatamente le tappe e che si porta sulle spalle il peso di una famiglia. Strano che non si è andato anche a parare su qualche storia d'amore con un malandato o prostituzione per far soldi perchè tra tutti i "già visto" e le forzature, non avrebbe stonato.
C'è un passaggio gratuito sull'esercito, una sorta di pubblicità dove si spiega che non si entra nell'esercito per i soldi, ma perchè si crede in quello che si sta facendo. Sono concetti che forse potrebbero toccare ed essere ascoltati dalla generazione "Ritalin", ma da altre parti, lasciano il tempo che trovano e non ne voglio nemmeno parlare perchè le polemiche partirebbero a go-go.
Ripeto, è il classico bel pacchetto che fa commuovere la critica e i più sensibili, lento di proposito alla ricerca del sentimento contrapposto alla freddezza della ragazza, ma pecca di poca originalità per oltre mezzo film. Capisco anche il fatto, e lo terrò in considerazione nel voto, che magari non capisco le situazioni perchè non sono Americano e non vivo quelle atmosfere, però è un film dedicato al mercato internazionale e ai miei occhi è arrivato in questo modo.
Voto: 7--

[Spoiler*]

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