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giovedì 25 settembre 2008

Burn after reading - A prova di spia

Titolo originale: Burn After Reading
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Durata: 95'
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Cast: Brad Pitt, George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Matt Walton, Logan Kulick, Eric Richardson
Data di uscita: Venezia 2008
19 Settembre 2008 (cinema)


Un analista della CIA, di misera rilevanza all'interno dell'agenzia, viene cacciato e disperato decide di scrivere un libro delle sue memorie, ma il dischetto con l'opera passa per pura casualità nelle mani sbagliate, per l'esattezza, a due istruttori di palestra che pensano di aver trovato la fonte della loro ricchezza. Partono minacce, ricatti, soffiate alle ambasciate dei paesi interessati, morti facili, il tutto affiancato da storie d'amore, sofferenze di cuore e interventi plastici. Cosa centrano questi particolari l'uno con l'altro? Niente, ma è un film dei fratelli Coen e ciò spiega tutto...
Film geniale, un'ora e mezza di umorismo non proprio diretto, ma efficace. Intrecci al limite dell'impossibile, assurdi che si affiancano a situazioni di rilevanza internazionale, il tutto per avere i soldi sufficienti per raggiungere la felicità: l'intervento plastico che ti ridà la giovinezza persa e ti toglie il grasso di troppo!
Burn after reading è una commedia a tutti gli effetti nonostante ci sia un filo di drammaticità dall'inizio alla fine. I protagonisti sono semplici persone di tutti i giorni, coi loro segreti, le loro paure, le loro aspirazioni, i loro desideri. Non è necessario essere grandi pensatori per creare un possibile disastro internazionale, ma basta essere idioti e avere interlocutori che ti ritengono un grandissimo stratega da tenere a bada.
Il film è perfettamente contemporaneo, nel tempo in cui tutti sono rintracciabili e nessuno si fida più dell'altro e sente la necessità di spiare, il tempo delle incomprensioni facili che scaturiscono problemi ben più gravi, il tempo dove si pensa all'apparenza, il tempo dell'insicurezza personale. Si parte dalla CIA che è l'organo di spionaggio più grande al mondo, per portarsi a un'investigatore da quattro soldi che controlla se sei fedele a tua moglie.
I Coen riescono a crare questa fitta trama di intrecci che si evolvono su diversi piani, per sviluppare, senza nessuna pecca, questi cinque personaggi fondamentali che sembrano caricature, ma che tristemente sono reali a tutti gli effetti.
Ecco che vediamo Clooney interpretare l'amante incasinato, Brad Pitt il sempre bello e giovane istruttore di palestra deficente convinto di essere il genio, la McDormand la disperata di mezza età che si sente brutta ed è alla ricerca disperata dei soldi per rifarsi le tette e il sedere, John Malkovich un disperato ex analista della CIA che prova di tutto per non sentirsi fallito ma si ritrova in un casino più grande di lui e infine Tilda Swinton la donna che sta nel mezzo, moglie di Malkovich e amante che spera un futuro da un incasinato Clooney... I personaggi sembrano quasi caricature degli attori stessi, infatti l'interpretazione è ottima e anche Clooney che spesso ha dimostrato una faccia di bronzo, passa da una situazione all'altra perfettamente.
I migliori comunque penso siano stati Pitt e Malkovich... una scena di loro due assieme in macchina mi ha fatto ridere a lacrime
La regia dei Coen, è inutile dirlo, è molto particolare, ci troviamo di fronte piani e giochi di fuoco che rivelano prima di tutto grande abilità, ma anche grande fantasia, voglia di essere diversi, originali e grande passione per ciò che si fa, in un cinema che ormai pensa più alla produzione e quindi alla ricerca degli standard per sfornare lavori su lavori e incassare...
Anche il resto ricalca molto lo stile dei due fratelli: le cose vengono presentate così come sono, personaggi che entrano ed escono dalla scena senza troppi giri, caratterizzati senza esagerare, dialoghi semplici, comicità a volte idiota, altre volte fine, altre finissima, ma sempre brillante.
Un film sicuramente per tutti, da godersi dal primo all'ultimo minuto... anzi dialogo finale in puro stile Coen, da trascrivere... vedere per credere!
Voto: 8


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mercoledì 24 settembre 2008

Gone baby gone

Titolo originale: Gone, Baby, Gone
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 114'
Regia: Ben Affleck
Cast: Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, John Ashton, Amy Ryan, Amy Madigan, Titus Welliver
Data di uscita: 04 Aprile 2008 (cinema)



Conosciamo tutti Ben Affleck e sappiamo bene che se non fosse per Kevin Smith, il titolo di attore gli starebbe quanto a me starebbe quello di regista... nonostante ciò chi l'avrebbe mai detto che Ben Affleck avrebbe confezionato un così bel film?
Della serie "Meglio dietro la telecamera", come Clooney in Confessioni di una mente pericolosa, così Affleck riesce a stupire con un filmetto proprio niente male.
Fortuna del principiante?
Chi lo sa, ma scendiamo nel particolare...
Il film parte da un luogo comune comune classico: un ragazzo (Patrick) nato e cresciuto in un quartiere X (siamo a Boston, ma poco cambia) dove quindi conosce tutti e tutto di tutti, con tanto di voce narrante malinconica che racconta la situazione e immagini toccanti di gente normale, barboni, sfigati ecc. Patrick ed Angie sono due investigatori privati e vengono ingaggiati per ritrovare una bambina scomparsa nel loro quartiere, proprio perchè loro sono a conoscenza di tutti e tutto e hanno la possibilità di parlare confidenzialmente con tutti, possibilità non indifferente che la polizia non può avere. Le indagini proseguiranno fino a quando la questione si tramuterà da semplice lavoro a questione di orgoglio personale...
Film molto interessante nel complesso, lo possimo scindere in due parti, una investigativa e una molto più thriller con scoperte, rivelazioni, nodi che si sciolgono ecc.
In parallelo a questa divisione si nota, anche una differenza a livello tecnico, infatti la prima parte (quella investigativa) è caratterizzata da un montaggio frenetico, veloce, moltissimi cambi di piano concentrati in pochi secondi, una sensazione quasi fastidiosa e irritante, sembra che Affleck abbia voluto inserire più dettagli di quanti poteva fare e a dire la verità mi stava infastidendo parecchio durante la visione. Verso metà i toni cambiano, la scena comincia a diventare più statica e la frenesia si placa, regalando piani più rilassati che lasciano un pò di respiro. Fortunatamente per noi le due parti così strutturate si bilanciano trovando un mix vincente... Sarà stato voluto o fortuna del principiante?
Per quanto riguarda gli attori, non mi è piaciuta tanto la soluzione alla Muccino di scegliere il fratello. Uno che racconta di aver passato l'odissea nel suo quartiere, di conoscere ogni spacciatore, ogni delinquente, non può avere la faccina pulita come quella di Casey Affleck (La 25a ora insegna), tantomeno si può permettere di fare il duro con montagne o neri armati, perchè un soffio di vento lo farebbe volare, mentre lui è l'uomo di ferro che si spezza ma non si piega... dai, non è proprio credibile
Tutto sommato il film si trascina dietro, una buona sceneggiatura solida, con un buon intreccio in stile "I soliti sospetti" il che gli può solo fare onore.
Non è un film che regala la figura definitiva del buono o del cattivo, ti lascia nel mezzo, non delinea chi sta nel giusto o chi nell'errore, ogni spettatore deve decidere alla fine da che parte stare.
Questo aspetto ricorda parecchio il sapore indefinito che mi aveva lasciato Mystic river dopo la visione. Forse non è un caso perchè (ricercando un pò qua e la in internet leggo che) Gone baby gone è ispirato a "La casa buia" romanzo scritto dallo stesso Dennis Lehane, nonchè autore di Mystic River
Voto: 8

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lunedì 22 settembre 2008

Walk Hard: La Storia di Dewey Cox

walk hard storia story dewey cox Walk Hard: The Dewey Cox Story
USA, 2007
Commedia; 95' (120' edizione estesa)


Regia: Jake Kasdan
Cast: John C. Reilly, Jenna Fischer, Paul Rudd, Justin Long, Jason Schwartzman, David Krumholtz, David Koechner, Ed Helms, Harold Ramis, Kristen Wiig, Margo Martindale, Angela Little, Patrick Duffy, Amber Hay, Raymond J. Barry, Kristen Wiig

Amando il rock in ogni sua forma (o quasi), di solito apprezzo i film che parlano di rockstar o, più generalmente, di musica (a meno che non sia un film che racconti la vita di Beyoncè o Avril Lavigne).
"Walk Hard: la storia di Dewey Cox" è la storia, appunto, di Dewey Cox. Non andate a smanettare su Google e non preoccupatevi se il nome non vi dice niente: Cox è un personaggio inventato e così anche la sua storia, e già la locandina del film un'idea dovrebbe darvela: vi ricorda qualcosa? In questo film troviamo tutti i luoghi comuni che troviamo nelle rockstar "dannate", ovvero: infanzia travagliata, crescere precocemente rispetto ai coetanei (in questo caso anche nel vero senso della parola, visto che Cox versione sedicenne è già interpretato da John C. Reilly - sicuramente la cosa ha qualche significato nascosto, magari proprio il fatto di dover crescere subito per far fronte alla vita già colma di problemi), scrivere la canzone che fa il colpaccio, fare uso di droghe, andare con più donne (e non solo donne) e fare tanti di quei figli che ricordarsi i nomi diventa impossibile. Aggiungiamo il fatto che il nostro Cox vive appieno i vari cambiamenti d'epoca, cambiando il tipo di musica, il look, il carattere, il pensiero. Lo troviamo in fase folk, blues, rock, punk, hippie, eccetera. Lo troviamo in cima al mondo, dimenticato, in crisi, spettinato, contento, triste, coerente, poco coerente, agitato, frustrato, lunatico. La sua vita è piena e lui è sempre in pista, non importa come, ma l'importante è esserci. Incontra Elvis e i Beatles, vede e parla con il fratello morto, ha un pessimo rapporto con il padre... insomma, Cox è un film "parodia" che riesce ad intrattenere e a divertire.
John C. Reilly è molto bravo a recitare la sua parte e il compito non era affatto facile visto che deve tenere su praticamente tutta la baracca da solo. Certo ci sono cose veramente ridicole (come la morte stupida del fratello) che al primo momento mi avevano lasciato un po' perplessa, ma ripensandoci credo fosse tutto parte del piano, e per questo il film è riuscito. Attenzione: non che sia bello perchè è ridicolo, ma perchè voleva "ridicolizzare" i luoghi comuni. Quei luoghi comuni che, in fondo, ci piacciono.Ovviamente come non citare la colonna sonora? Canzoni molto valide, in particolare quella che dà titolo al film, ovvero "Walk Hard"; talmente buona che potrebbe essere la perla di qualche artista realmente esistito.

Ovviamente, se volete vederlo, vi consiglio la versione estesa.

Voto: 7

lunedì 15 settembre 2008

Hancock

hancock will smith Hancock
USA, 2008
Commedia / Azione. 90' circa


Regia Peter Berg
Cast Will Smith, Charlize Theron, Jason Bateman, Daeg Faerch, Lauren Hill, Valerie Azlynn, David Mattey, Darrell Foster, Kate Clarke

Tanta attesa per (quasi) nulla: Hancock non è quel film da masturbazione a là Dark Knight, che tutti aspettavano da quando nel finale di Batman Begins si mostrava la carta di un joker. Tanto parlare per aria fritta, in questo caso.
Scordatevi i supereroi a cui il mondo di celluloide ci ha abituato nel corso degli (ultimi) anni: niente Spider Man, niente Batman, niente Iron 'Gran Gnocco' Man, e via dicendo. Hancock è diverso. In peggio, volendo.
Ma partiamo da capo: Will Smith smette i panni della 'leggenda' ed entra in quelli di Hancock. Se Tony Stark era bellissimo, ricco, circondato da fighe stratosferiche e probabilmente drogato (non per niente lo interpretava sua divinità Downey Jr.), Hancock è: sciupato, alcolizzato, sboccato e stronzo. Mette KO i cattivi con metodi poco ortodossi, facendo più danno lui che i cattivi veri e propri. Milioni di dollari i danni, milioni quelli che lo odiano e lo vorrebbero cacciare via. Fino a quando un poco fortunato Ray (Jason Bateman) decide che gli piace stare in colonna sui binari. Manco a dirlo, arriva il treno. E chi chiamerai? Appare Hancock e gli salva il culo. Peccato che lo faccia fermando il treno, provocando enormi danni. La gente gli dà addosso, ma Ray lo difende: 'Non capite che mi ha salvato la vita, e posso tornare a casa dalla mia famiglia?'. Per sdebitarsi con l'eroe, lo invita a cena. Ma una cena non pare bastare, così Ray lo invita a fare qualcosa di eclatante: dice ad Hancock di andare in prigione per sdebitarsi con la gente e con tutti i danni che ha causato; quando la gente e la polizia vedrà che la città andrà in rovina a causa della malavita e tutto, saranno loro a richiamarlo. Alè! Tutto sembra andare come previsto, peccato che un giorno Hancock scopre che....
..e non aggiungo altro, per non rovinarvi la 'sorpresa'.
Che dire? Diciamo che il film è bello e piacevole finchè appunto non viene inserito il colpo di scena, che trascina il film in un finale alla tarallucci&vino. E poi era così carino l'Hancock ubriaco&stronzo! E soprattutto non parliamo della spiegazione di tutto: altro che gli alieni di Indiana Jones IV! Diciamo che è una spiegazione ridicola, e fa rimanere un po'
Il film non è che faccia pena o acqua da tutte le parti: se volete vedere un film per passare 90 minuti leggeri (e per strapparvi qualche risata, via) va più che bene. Ma non aspettatevi qualcosa di sensazionale. Per quello, sinceramente, preferisco vedere Iron Man. (e scusate se sono ripetitiva)

Voto 6 stiracchiato

Note che possono far piacere solo a chi non ha vita sociale:
- Nel film c'è una piccolissima parte per il bambino che ha interpretato Michael Myers in "Halloween" by Rob Zombie.
- I carampani di My Name is Earl riconosceranno un attore (che si vede tipo per un minuto) che in Earl interpretava il tizio che ha dedicato la vita al golf (prima serie)

martedì 9 settembre 2008

Juno

juno ellen page Juno
USA, 2007
Commedia, Drammatico; 90'


Regia: Jason Reitman
Cast: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman, Olivia Thirlby, Allison Janney, Rainn Wilson, J.K. Simmons

ATTENZIONE - SPOILER!! (capirai).

Commedia brillante, audace, romantica, che porta una ventata di freschezza... ma anche no. Avrò mica visto la copia taroccata? Perchè a me questo Juno non è piaciuto per niente. Leggevo e leggo in giro soltanto recensioni entusiasmanti, di quanto sia fresco e bello, di quanto sia così, di quanto sia cosà... boh?
Juno è una neo sedicenne che rimane incinta del suo migliore amico. C'è da dire che il suo amico non fa una piega quando viene a saperlo (e perchè dovrebbe? sta solo per diventare padre), e il padre di Juno altrettanto. Ah, la realtà. Se io a 16 anni fossi rimasta incinta, non credo che ora starei scrivendo qui. L'unico personaggio un po' decente è la matrigna di Juno, e ho detto tutto. La nostra ragazza, comunque, decide di abortire: si reca alla clinica ma la visione dei "casi disperati" in attesa prima di lei, le fanno cambiare idea. Decide quindi che darà il figlio in affidamento a una coppia, ma la coppia scelta da lei scoppia, e quindi c'è un bel casino da risolvere. Cosa fare ora? Troppo tardi cercare un'altra coppia, pare, così finisce come possiamo immaginare: il bambino va in affidamento alla sola donna, e Juno e l'amico si mettono assieme. AAAAWW. L'amore trionfa, gli uccellini cantano e il mondo è più bello.
Si vabbè. E' noioso e patetico. Juno è la tipica tipetta alternativa che sicuramente diventerà l'idola di tutte le tipette alternative, e viene descritta matura (non per questo rimane incinta del suo migliore amico a 16 anni, eh), e blablabla, insomma, due palle.
Molto più pessimo di quello che mi aspettavo. Non capisco come abbia potuto avere tutto questo successo, sarà pure un inno contro l'aborto eccetera, e per carità sono cose giuste e clapclap, non dico questo. Però io sinceramente mi sento di aver buttato via del tempo. A sto punto, preferivo rivedermi Wanted (ed è un film dove curvano pallottole, non so se mi spiego).

Voto: 3 (almeno ogni tanto si parla di splatter e di musica decente).

mother, i tried, please believe me



lo voglio vedere sul grande schermo ADESSO.
non resisto, tenetemi.
dev'essere magico. favoloso.

sono sicura che lo sarà.

sabato 6 settembre 2008

Kung Fu Panda

kung fu panda Kung Fu Panda
USA, 2008
Animazione, Commedia; 90' circa


Regia: Mark Osborne, John Stevenson
Voci Originali: Jack Black, Jackie Chan, Dustin Hoffman, Lucy Liu, Ian McShane, Angelina Jolie, Michael Clarke Duncan
Voci Italiane: Fabio Volo, Eros Pagni, Francesca Fiorentini, Fabrizio Pucci, Angelo Maggi, Simone Mori, Tiziana Avarista, Danilo De Girolamo

Si tratta del solito film d'animazione, forse questa volta con un target di età minore rispetto a, chessò, la trilogia di Shrek (piena zeppa di citazioni che i più piccoli non potevano comprendere - e a volte manco i grandi...).
Ci sono i soliti temi triti e ritriti, il buonismo, il credere in sè stessi... tutto, tranne una storia d'amore (dio, grazie). Ma partiamo dall'inizio.
Po è un panda goffo e grasso, che lavora in una spaghetteria con il padre (una gru...). Po ha un sogno: imparare il kung fu e conoscere i Cinque Cicloni, ovvero i 5 più forti nelle arti marziali. Dall'altra parte abbiamo Oogway, una saggia tartaruga, che comunica al maestro Shifu una cattiva notizia: il cattivo Tai Lung sta tornando, e solo colui che è destinato ad essere il Guerriero Dragone potrà fermarlo. E chi potrà mai essere costui, se non il nostro amico Po? Inizialmente malvoluto dai Cicloni e da Shifu, Po da' il massimo per imparare e dimostrare alle persone (animali, vabbè) le sue "abilità".
Insomma già nei primi due minuti possiamo anticipare tutti gli avvenimenti che accadranno nel corso del film (ma anche solo a leggere la trama, vah...). Il doppiaggio di Fabio Volo mi piace, e probabilmente sarò l'unica a dirlo. Certo, messo a confronto con Jack Black non c'è paragone, ma credo che il nostro Volo non abbia fatto così "schifo", come si dice in giro (sicuramente meglio della tigre, che è l'unica ad avere la stessa espressione dall'inizio alla fine - e guarda caso in originale è doppiata da Angelina Jolie). E a proposito di espressioni: sono la cosa più bella del film. Il piccolo Shifu e ovviamente Po sono i personaggi migliori, e le loro caratteristiche appaiono più curate e divertenti. Si ride, non ci si spancia certo, ma alcune frasi sono veramente ben riuscite, anche se si possono intuire con un certo anticipo.
Come già detto all'inizio, questo pare più un film più per bambini che per ragazzi/adulti, ma che tuttavia non ci dispiace nemmeno troppo. A volte questi film servono, per fare bene all'umore. Per farla breve: basta vederlo senza troppe aspettative :)
Ieri è storia... domani è un mistero, ma oggi è un dono... per questo si chiama presente.

Voto: 6/6,5